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Cultura

Lo Stato sociale nell’età delle piattaforme

Sfide globali. Una riflessione a partire dal nuovo saggio della studiosa britannica Ursula Huws. Misure e percorsi per la società e il mondo del lavoro digitale nato all’ombra dell’egemonia neoliberale. Il modello di Welfare del Novecento letto attraverso le critiche che gli hanno mosso i movimenti sociali degli anni ’60 e ’70 e i temi posti dal femminismo della «seconda ondata»

«Roppongi Crossing 2019: Connexions», installazione esposta al Mori Art Museum, Tokyo. Foto di Kioku Keizo

«Roppongi Crossing 2019: Connexions», installazione esposta al Mori Art Museum, Tokyo. Foto di Kioku Keizo

Molte lettrici ricorderanno The Spirit of ’45, il documentario di Ken Loach (2013) dedicato all’edificazione dello Stato sociale britannico letteralmente sulle macerie della Seconda guerra mondiale. Edilizia popolare, sanità pubblica, istruzione furono gli assi fondamentali dell’azione del governo laburista di Clement Attlee, che inventò un modello di Welfare state democratico attorno alle cui linee di fondo si determinò nei decenni successivi un consenso di massima tra le forze politiche e sociali in Gran Bretagna. Il documentario di Loach si conclude con la vittoria elettorale di Margaret Thatcher nel 1979, ovvero con la fine di quel consenso e con l’avvio dell’egemonia...

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