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Visioni

Lo schiavitù che rende «scintillante» la moda low cost

ManiFashion. Polemiche in passerella dopo la denuncia shock del docu reality girato da una diciassettenne svedese in un laboratorio tessile cambogiano dove H&M produce la maggior parte dei suoi capi

A un anno e mezzo dalla strage del Rana Plaza di Savar, Bangladesh, la gran parte delle vittime non è stata risarcita: lo ha ricordato pochi giorni fa il Ny Times. Il crollo del complesso produttivo ha procurato 1129 morti e 2515 feriti. A Savar, venti chilometri dalla capitale Doha, si produce la gran parte della moda che si vende nelle grandi catene distributive a prezzi così detti democratici, tra i 10 e i 99 euro. Due settimane fa, la diciassettenne svedese Anniken Jørgensen ha svelato al mondo tutti i contenuti del docu-reality norvegese Sweat Shop: con altre tre ragazze,...

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