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L’Italia si ritira, ma è difficile salvare la faccia

Missione incompiuta. È sfortunato, Guerini. Eredita il compito più difficile. Ai predecessori, negli anni passati, quello di rassicurare sui progressi, sui Talebani indeboliti, sconfitti, ridotti alla resa

Ieri, nella base militare di Herat, la cerimonia di ammaina bandiera del contingente italiano. La guerra afghana per «difendere la pace e la legalità internazionali» è chiusa, ma non viene meno il sostegno dell’Italia, ha assicurato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Accompagnato e ripreso da 40 giornalisti embedded, Guerini ha ringraziato i soldati per aver saputo «cogliere le esigenze del popolo afgano e delle sue istituzioni che abbiamo accompagnato nel percorso di costruzione di un paese più sicuro, più libero e più democratico». È sfortunato, Guerini. Eredita il compito più difficile. Ai predecessori, negli anni passati, quello di rassicurare...

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