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Internazionale

L’Iraq del post-Isis affida alle urne il sogno dell’unità

Elezioni. Oggi il paese va al voto per le prime parlamentari dopo l'invasione dello Stato Islamico. La strana alleanza comunisti-sadristi, la lista mista del premier al-Abadi: obiettivo dichiarato un futuro non settario. Ma restano corruzione e appartenenze etniche e confessionali

Due poliziotti iracheni mostrano il dito sporco di inchiostro: polizia ed esercito hanno votato giovedì

Due poliziotti iracheni mostrano il dito sporco di inchiostro: polizia ed esercito hanno votato giovedì

Fuori dalla sede del Partito comunista iracheno, a Baghdad, sventolano le bandiere della Sairoun Alliance, la coalizione nata in occasione delle parlamentari tra il movimento del religioso sciita al-Sadr e la fazione marxista. Dentro, i poster di membri del partito uccisi o arrestati nelle varie ondate repressive. Nessun riferimento all’Islam, caratteristica che ha accompagnato la lunga vita, quasi centenaria del Pci, e che muove dubbi sulla scelta di unire le proprie forze a quelle di un movimento religioso. Il segretario, Raid Jahed Fahmi, è di opinione diversa: al centro dell’alleanza tra laici e islamisti, tra comunisti e sadristi, stanno i...

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