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Lettere

Pontedera, i lavoratori delle cooperative scrivono a Enrico Rossi: “La dignità del lavoro va tutelata”

Egregio Presidente della regione Toscana Rossi,

siamo Assistenti Sociali dipendenti di AGAPE Cooperativa Sociale Onlus e impiegate/i presso la USL Toscana Nord Ovest della Zona Pisana e della Zona Valdera, in forza della delega ricevuta dai Comuni delle Zone sopra citate. Come saprà, e a partire dal sostegno organizzativo delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario, il prossimo giovedì 10 gennaio sciopereremo per l’intera giornata e faremo un presidio sotto la sede della Giunta comunale di Pontedera, augurandoci che il Sindaco, così come ha fatto lo scorso 26 novembre l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pisa, ci riceva.

Uno sciopero che si è reso necessario, visto l’insostenibile aggravio del carico di lavoro disposto dalla Cooperativa a seguito del cambio di appalto; con l’istituzione del servizio della Reperibilità e del Pronto intervento sociale, e, per alcune/i, il cambio della sede di lavoro e dell’area di intervento. Ancora più necessario, poi, considerata la reazione scomposta e smaccatamente antisindacale della stessa AGAPE di fronte alle nostre ripetute richieste di dialogo. Scompostezza con la quale, addirittura, la Cooperativa ha disertato l’incontro conciliativo messo in campo – come prevede la Legge che regola lo sciopero nei servizi pubblici essenziali – dalla Società della Salute pisana e dalla USL, reiterando atteggiamenti minatori nei confronti nostri e dell’Organizzazione Sindacale che ci tutela e ci rappresenta. Minacce che non ci hanno lasciato indifferenti, bene saperlo, e di cui chiederemo conto di fronte al giudice.

È nota la Sua attenzione, egregio Presidente, alla dignità del lavoro e, dunque, alla piena applicazione del dettato costituzionale: per questo, Le scriviamo una lettera pubblica. La Costituzione, con gli articoli 39 e 40, prevede la libera associazione sindacale e il diritto di sciopero, che è diritto soggettivo, ovvero proprio di ciascun lavoratore, e si esercita collettivamente. La validità e la cogenza di queste norme non può mai fermarsi all’ingresso dei luoghi di lavoro. È paradossale e inaccettabile, piuttosto, che sia una Cooperativa Sociale, che ha in appalto servizi fondamentali della Regione da Lei governata, a tenere fuori dalla porta, oltre noi e le CLAP, gli articoli di cui sopra.

Con la presente, Le chiediamo di vigilare affinché il diritto di sciopero, costituzionalmente presidiato, il 10 gennaio venga garantito. Così come le chiediamo un intervento normativo urgente che favorisca l’assunzione diretta, da parte della USL, del personale sanitario e socio-assistenziale esternalizzato. Ciò, tra l’altro, metterebbe fine all’interposizione illecita di manodopera in prevalenza svolta dalle Cooperative. Nel Lazio, una Legge (4/2017) va già in questa direzione. È ora che anche la Toscana faccia lo stesso.

Fiduciosi di suo riscontro, le porgiamo distinti saluti

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