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Lettere

Nessuna trattativa sulla testa dei precari Anpal

Egregia Ministra del lavoro Nunzia Catalfo,

siamo giunti a un punto delicatissimo della nostra vertenza, quella delle/dei lavoratrici/lavoratori precarie/i di ANPAL Servizi. Con ostinazione, grazie a un’intensa mobilitazione durata più di un anno, abbiamo ottenuto un primo parziale, ma importante risultato. La Legge 2 novembre 2019 n° 128, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali, ha finalmente aperto le porte alla stabilizzazione dei 654 precari, rigettando l’iniziale proposta dell’A.U. di ANPAL Servizi, Domenico Parisi, che consisteva – come più volte abbiamo denunciato – in un evidente piano di “rottamazione” di centinaia di operatori. È doveroso riconoscere che questo risultato è stato possibile anche perché le forze politiche dell’attuale maggioranza hanno sostenuto la nostra vertenza; per altro, approvando alla Camera un Ordine del Giorno che impegna il Suo Governo ad assicurare il processo di stabilizzazione.

La norma non lascia dubbi: per i lavoratori con contratti a tempo determinato che hanno maturato un’esperienza in azienda, è prevista l’assunzione diretta con contratto a tempo indeterminato; ciò vale anche per coloro ai quali, scaduto il contratto, l’azienda non aveva offerto alcuna soluzione. Per tutti i collaboratori, che hanno maturato entro il 1° gennaio 2019 specifiche esperienze professionali presso ANPAL Servizi (ivi compresi i rapporti intercorsi con Italia Lavoro S.p.A.), stabilisce una specifica procedura concorsuale interna che consentirà, nel triennio 2019-2021, di completare il processo di stabilizzazione dei precari, valorizzando l’anzianità di servizio e l’esperienza acquisita. Vista la chiarezza del dettato legislativo, non accetteremo interpretazioni restrittive, volte cioè a escludere centinaia di precari dal processo di stabilizzazione, da parte dell’azienda. A tale scopo, sarebbe opportuna una Circolare ministeriale, per fornire un’interpretazione corretta della Legge.

La nostra non è solo una lotta per conquistare maggiori tutele, un più adeguato sviluppo delle nostre vite professionali o, più in generale, una lotta per un futuro degno di questo nome. È anche una entusiasmante lotta per la democrazia. Quella che ancora troppo spesso manca nei luoghi di lavoro, a causa di norme che limitano l’effettivo esercizio del diritto di associazione sindacale e che finiscono per discriminare, va da sé, ancora una volta i precari. Nonostante tutto, con caparbietà, possiamo dire di avercela fatta. Ora, però, serve fare il resto, perché siamo solo a metà strada.

Serve, innanzitutto, che riprenda immediatamente la negoziazione allo scopo di stabilire i criteri, le modalità e le tempistiche delle stabilizzazioni per tutti i precari, compresi i lavoratori in esubero, che per altro continuano ad aumentare. È necessario che Lei si faccia carico della trattativa, onorando l’impegno richiesto dalla Sua stessa maggioranza e convocando prima possibile l’azienda e le Organizzazioni dei lavoratori allo scopo di giungere alla sottoscrizione di un accordo quadro.

Il superamento della precarietà in ANPAL Servizi, dato il ruolo strategico che riveste tale Società in house nelle attività di interesse diretto del suo Dicastero – comprese le politiche attive e l’applicazione del Reddito di Cittadinanza – è una questione importante e decisiva che non può non essere negoziata, almeno nelle sue linee generali, alla presenza del MLPS in qualità di garante.

Le Camere del Lavoro Autonomo e Precario sono oramai diventate la prima Organizzazione Sindacale per numero di iscritte/i in azienda: un successo straordinario, dovuto alla lotta del Coordinamento nazionale precari e a una pratica, sempre assicurata in questi mesi, volta alla trasparenza e all’orizzontalità. I nostri rappresentanti sono stati più volte da Lei convocati agli incontri negoziali, mentre l’azienda ancora si ostina a non riconoscere le CLAP, violando i più basilari principi di democrazia sindacale. Disporre la trattativa presso il Suo Ministero, significa contribuire a sanare anche questo grave vulnus democratico e, allo stesso tempo, è l’unico modo per garantire correttamente a tutte le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori di partecipare alla negoziazione.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che nessuna trattativa potrà proseguire sulla testa dei precari. Dal momento che la negoziazione riguarda il nostro futuro professionale, siamo pronti – nel caso fossimo arbitrariamente esclusi dalla trattativa – a mettere in campo tutte le azioni necessarie, compreso un referendum sull’accordo, con il voto vincolante della comunità professionale delle/dei precarie/i.

Per tutte queste ragioni, nonostante questi primi risultati ottenuti, lo stato di agitazione permanente dei precari non può certo fermarsi: mercoledì 20 novembre saremo in presidio sotto al Suo Ministero, dalle ore 10:30 alle 14:00, per chiedere la stabilizzazione immediata dei 654 precari e per la libertà e la democrazia sindacali, per la concreta possibilità di esercizio dei diritti. Fiduciosi che quella mattina vorrà ricevere una nostra delegazione.