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Lettere

Lettera a Di Maio: politiche ambientali a rischio, stabilizzare i lavoratori

Egregio Ministro Luigi Di Maio,

Le chiediamo attenzione – nel suo ruolo di Vicepremier, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico nonché Capo Politico del maggiore partito di Governo – in merito alle preoccupanti prospettive, emerse negli ultimi mesi, per noi dipendenti della SOGESID S.p.A.

SOGESID S.p.A. è la Società di Stato (partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) in house presso il Ministero dell’Ambiente. In quanto tale, la SOGESID riceve affidamenti diretti di contratti pubblici dal Ministero dell’Ambiente. Il Ministero esercita su SOGESID un controllo analogo a quello che ha sui propri servizi, definendo sia gli obiettivi strategici sia le decisioni significative della società controllata.

Costituita nel gennaio 1994, con il ruolo di concessionaria della gestione di alcuni impianti di depurazione nel Mezzogiorno, ha in seguito ampliato le proprie attività occupandosi di interventi di bonifica nei Siti di interesse nazionale (Sin). Nel 2015 questa Società di Stato, attraverso procedure con evidenza pubblica e su richiesta del Ministero dell’Ambiente (Convenzione Quadro 2015-2017) ha esteso la propria azione a tutti i settori di competenza del Ministero, ampliando di conseguenza, in maniera significativa, il proprio organico. Operazione condotta, nella sostanza, per sopperire alla carenza di personale tecnico del Ministero dell’Ambiente, che, fin dalla sua istituzione, non ha mai bandito concorsi finalizzati al reclutamento di personale e sostituire la prassi fino ad allora consolidata di instaurare rapporti con vari soggetti (università, consorzi universitari, centri di ricerca ecc.), attraverso i quali veniva reclutato personale con tipologie contrattuali varie ma fondamentalmente precarie. Tali aspetti sono stati ben rappresentati dalla Corte dei Conti in molti atti ufficiali (da ultima la Deliberazione 6 agosto 2018, n. 16/2018/G).

Attualmente il personale di questa Società è di 530 lavoratori, 464 assunti nel 2015 a tempo indeterminato, di cui 372 operano direttamente presso il Ministero dell’Ambiente. Si tratta di personale con vari profili tecnici e amministrativi (ingegneri, biologi, naturalisti, geologi, giuristi, economisti, umanisti e diplomati), in possesso di elevate conoscenze tecnico-scientifiche e di esperienza professionale pluriennale che viene esercitata da moltissimi anni (da 25, 20, 15 anni). Se pur formalmente si dovrebbe trattare di attività di assistenza tecnica, nel caso del Ministero dell’Ambiente non è così. È infatti impossibile distinguere l’attività svolta dai lavoratori SOGESID, incardinati spesso da decenni nelle attività istituzionali del Ministero, da quelle dei funzionari ministeriali propriamente detti.

In questa cornice, che fotografa una situazione anomala in termini istituzionali (più della metà dei lavoratori presso il Ministero sono dipendenti SOGESID), ma che negli anni ha visto il nostro impegno e la nostra professionalità nell’attuazione delle politiche ambientali nazionali e internazionali, giunge la decisione del Ministero dell’Ambiente di non avvalersi più di noi, ponendo fine al rapporto con questa Società di Stato, come previsto dal Decreto di priorità politiche per il triennio 2019-2021 e concretizzato nella bozza di Legge di Stabilità, dove si esplicitano i tempi di “dismissione” del personale SOGESID presso il Ministero dell’Ambiente. Prima lo Stato ha costituito, con Decreto del Ministero del Tesoro, una Società in house al Ministero dell’Ambiente, utilizzandola per superare la carenza cronica di personale e dando, dopo anni di precariato, stabilità a lavoratori qualificati, ora il Ministro dell’Ambiente reputa opportuno terminare il rapporto tra il Ministero e SOGESID. Ciò, senza tenere in nessuna considerazione non solo il danno causato allo Stato con l’inutile dispersione di personale qualificato che l’Amministrazione ha provveduto a far crescere negli anni, ma anche le gravi ripercussioni occupazionali e il concreto rischio che ciò comporti per anni l’arresto delle politiche ambientali vitali per il nostro Paese tra le quali, per esempio: il contrasto ai cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile, la tutela della biodiversità, le bonifiche, gli interventi di risanamento idrogeologico, la gestione dei rifiuti e la messa in sicurezza delle discariche, la tutela delle acque. Un dato su tutti: in alcune Direzioni generali del Ministero il rapporto tra personale di ruolo e personale SOGESID è di 1 a 4.

A tutto ciò si aggiunge il problema connesso alla recente entrata in vigore del Decreto Dignità, che riguarda concretamente oltre 60 lavoratrici/lavoratori assunti a tempo determinato e che, se non ci sarà un deciso cambio di rotta, entro alcuni mesi saranno tutti disoccupati. Proprio perché nelle intenzioni di questo decreto vi è il superamento della condizione di endemica precarietà in cui versa gran parte della forza-lavoro di questo paese, ci sembrerebbe un paradosso enorme se diventasse la norma attraverso la quale lasciare a casa decine di colleghi.

In tale contesto chiediamo un’assunzione di responsabilità degli attori fin qui coinvolti, ovvero il Ministero e la Società, ma soprattutto chiediamo un coinvolgimento attivo dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico e del Lavoro – considerato il ruolo determinante per la risoluzione concreta sia per quanto riguarda le prospettive industriali della Società sia riguardo le garanzie occupazionali per i lavoratori. Ci preoccupa molto quello a cui finora – ovvero dall’inizio delle nostre mobilitazioni – abbiamo avuto modo di assistere: il Ministro Costa, che, seppur ha promesso il rafforzamento della Società, nello stesso tempo sembra attribuire la responsabilità di mantenere i livelli occupazionali esclusivamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Società in house; d’altra parte, la stessa Società in house, che chiama in causa il Ministero dell’Ambiente per la predisposizione del piano industriale e chiede ai propri lavoratori di formulare proposte per detto piano; sullo sfondo, senza mai essere direttamente coinvolto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze che al momento non si è espresso in alcun modo sul futuro di questa Società di Stato.

Alla luce di quanto sopra, Sig. Ministro, Le chiediamo di prendersi carico di questa situazione e di istituire quanto prima un tavolo interministeriale finalizzato all’individuazione di soluzioni concrete per garantire i livelli occupazionali di tutti i lavoratori SOGESID e per ridare dignità a chi da anni lavora con professionalità al servizio dello Stato. Fiduciosi che questo accada quanto prima, e per poter approfondire dal vivo, Le chiediamo con urgenza un incontro. Ciò, perché è ora il momento di intervenire sulla Legge di Stabilità, per assicurare un futuro a più di 400 lavoratrici e lavoratori.