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Lettere

Ecoreati, l’ambiente in cattedra

Da molto tempo tutti gli ambientalisti riuniti nelle varie Associazioni, chiedevano a gran voce una legge contro l’inquinamento del territorio come ci era richiesta anche dall’Unione Europea.
Ricordo che negli anni ’70 si diceva «chi inquina, paga», una sollecitazione che in Italia, purtroppo non veniva ascoltata e vi erano inquinamenti massicci in tutti gli ambienti naturali, con gravi danni per la salute delle persone. Si riuscì ad ottenere nel 1976 la Legge «Merli» per la tutela dell’acqua, legge che comunque trovò difficile applicazione per gli ostacoli frapposti da certi industriali inquinatori.

Finalmente nei giorni scorsi, il Parlamento ha approvato la legge per cui l’inquinamento è ormai considerato un reato grave e gli inquinatori, naturalmente dopo regolare processo devono pagare non solo in termini economici ma anche penali, questo provvedimento risulta anche molto importante per tutta l’economia italiana e per la salute degli italiani, basti pensare a ciò che è successo in questi anni dal punto di vista dei danni provocati dalle industrie inquinanti ma anche alla stessa agricoltura usando prodotti chimici anomali, alla mancanza di una raccolta di rifiuti non regolare, dall’inquinamento provocato dagli scarichi delle produzioni di energia e dalla mobilità in-sostenibile, ecc…

Mi piace comunque ribadire le conseguenze sulla salute dell’uomo perché sono determinanti anche dal punto di vista dello sviluppo economico, pensiamo per esempio a ciò che è successo a Casale Monferrato, per l’Ilva a Taranto e l’Alcoa in Sardegna, che produce alluminio e via elencando, sopratutto in quelle industrie localizzate lungo le coste. Si deve parlare di alternative che sono state già evidenziate nel corso degli anni dalle storiche associazioni ambientaliste che nel tempo hanno insistito per far approvare questa legge: tutto si deve fare operando a monte con una prevenzione spinta con l’utilizzo delle tecniche appropriate, consultando gli esperti indipendenti che operano da tempo senza interessi personali per la tutela della salute.

Il problema deve essere anche trattato nelle scuole a tutti i livelli, mentre sembra che nella tanto chiacchierata e criticata riforma della «buona scuola» non se ne sia parlato, dando un’impronta prevalentemente ed essenzialmente umanistica.

Noi crediamo che nella scuola si debba parlare e discutere anche dal punto di vista scientifico, ambientale e naturalistico. Pertanto con l’approvazione di questa legge si sanzionano gli «ecoreati» che devono essere considerati veri e propri delitti. Aspettiamo la diffusione e l’applicazione di questa legge affinché sia ben conosciuta e accettata da tutti.

Luciano Baruzzi, Geologo, Geografo-Ambientalista, Lugo (RA)