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Lettere

Attenti al riduzionismo

Nell’Italia e nell’Europa di oggi è evidente che l’islamofobia sia un fenomeno più violento dell’antisemitismo ed è importante denunciare la sottovalutazione del razzismo non anti-ebraico da parte della stampa e della televisione, nonché il loro ruolo nel favorire la xenofobia.

Cionondimeno, la lettura riduzionista di Viviana Codemo sul rapporto di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri sull’antisemitismo in Italia, uscita sul giornale di martedì  lascia più che perplessi.

Aprendosi con una valutazione sul dato “confortante” della percezione non negativa verso le fedi religiose, l’articolo invita ad una sorta di gerarchia della persecuzione – che Frantz Fanon inquadrava nella “distribuzione razziale della colpa” – negando che l’antisemitismo sia un problema. Leggendo Codemo, si deduce che non sia possibile articolare una critica verso diverse forme di razzismo e intolleranza. Un razzismo alla volta.

Per l’autrice, il 6% di italiani antisemiti non sarebbe problematico. Nonostante il dibattito politico e pubblico sia gravemente degenerato sotto vari punti di vista: dalle dichiarazioni di Lannutti, alle campagne contro Soros, alla mancata cittadinanza onoraria di vari sindaci alla Segre, ai viaggi della memoria considerati “troppo di parte”, per fare alcuni esempi. E questo mentre in Europa e Stati Uniti  vengono compiuti diversi attacchi contro gli ebrei e i loro luoghi di culto e memoria. 

L’autrice scrive che nel rapporto: “si cita in modo distorto il dato di quanti ritengono che ‘gli ebrei han troppo potere nel mondo finanziario internazionale’. Non si prende la percentuale generale dell’intero campione (11,6%), che non sarebbe affatto allarmante neppure dal punto di vista di chi la ritiene una opinione antisemita, bensì la percentuale di chi sceglie questa affermazione tra la minoranza di “ostili agli ebrei” (che erano sempre e solo il 6,1% degli italiani): un 49,6% che rappresenta quindi solo il 3% dell’intero campione!”.

Credere che “gli ebrei han troppo potere nel mondo finanziario internazionale”, suggerisce Codemo, non è manifestamente una forma di antisemitismo. Per l’autrice, infatti, “neppure dal punto di vista di chi la ritiene una opinione antisemita” sarebbe un dato allarmante. L’uso del verbo ritenere fa pensare che ci siano alternative al considerare la suddetta tesi antisemita.

Codemo, quindi insiste, ribadendo il principio: “Non [è] un numero di cui preoccuparsi”. Sorge spontaneo chiedersi quale sia la soglia necessaria a legittimare la preoccupazione.

Tra l’altro Codemo tace che dal rapporto – a cui pure sembra attribuire valore dal punto di vista metodologico -, risulta che il 10,5 % degli intervistati creda che il numero di morti nella Shoah sia stato sovrastimato, mentre l’1,5 % ritiene sia una leggenda. Un “tranquillizzante” 12%.

Inoltre, Codemo scrive: “Non sorprende, vista la costante profusione di allarmi a cui siamo sottoposti quotidianamente, trovare la “percezione di antisemitismo” attestata al 35,6% e un 19,3% di italiani che lo ritiene in aumento. Ma, come si è visto dai dati precedenti, la “percezione” è smentita dallo stesso studio, con una percentuale di italiani dichiaratamente ostili agli ebrei ferma al 6,1%”.

Da una frase simile, ciò che emerge è un certo scetticismo verso il c.d. allarme antisemitismo, come se l’Italia non fosse investita dall’ascesa globale dell’estrema destra, razzista, islamofoba, misogina e antisemita. Non si capisce per quale ragione si dovrebbe ridurre l’attenzione all’antisemitismo, invece di aumentare quella verso l’islamofobia – che pure  pare essere l’obiettivo dell’articolo. 

Infine, come tutte le minoranze – perché di questo si tratta, checché creda Codemo, concentrandosi sulla “inaspettata” percentuale di persone ostili al cristianesimo, religione di maggioranza – quella ebraica è considerata essere molto più numerosa di quel che effettivamente sia. Il “socialismo degli imbecilli”, qui declinato in relazione all’ampiezza della popolazione ebraica e sul potere che esercita, è un fenomeno antico, che oggi riemerge leggendo le diseguaglianze della globalizzazione neoliberale attraverso le lenti distorte dell’antisemitismo.  Il 33,6% della popolazione intervistata crede che gli ebrei siano tra il 2 e il 10%, il 15,4% tra 10 e il 20% e il 5,3% più del 20%. In realtà gli ebrei in Italia  rappresentano lo 0,06% e solo il 16% del campione ne ha una vaga consapevolezza.

Fanon in Pelle nera, maschera bianca  sottolineava che ogni antisemita è anche un razzista che odia i neri. Probabilmente, Codemo è sinceramente contro l’islamofobia ma crede che per esserlo fino in fondo – forse confondendosi tra antisionismo e antisemitismo – sia necessario sminuire l’antisemitismo.