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Lettere

Agenas, le speranze di 70 precari storici non possono andare in fumo

Egregio Sig. Ministro della Sanità Roberto Speranza,

mentre viene confermata la bocciatura dell’Emendamento alla Legge di Bilancio presentato dai Deputati di LeU, che prevedeva la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori di AGENAS, vanno in fumo le speranze di 70 precari “storici” che avevano intravisto la possibilità di vedere finalmente rispettati i loro diritti, riconosciute e valorizzate le competenze acquisite negli anni.

Vorremmo, pertanto, portare alla Sua attenzione alcuni aspetti che riteniamo fondamentali, augurandoci di fornirLe tutti gli elementi utili per intervenire tempestivamente e riparare al torto che fin qui abbiamo subito.

Da oltre 10 anni lavoriamo quotidianamente, con dedizione e professionalità, per un Ente centrale dello Stato che ha compiti delicatissimi di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni, tramite attività di ricerca, monitoraggio, valutazione, formazione e innovazione. Abbiamo accettato, negli anni, alla luce della mancanza di alternative nonché di continui rinvii e promesse, qualunque tipo di contratto (Co.co.pro., Co.co.co., partita Iva e, solo nell’ultimo anno, tempo determinato), forme contrattuali spesso al limite della decenza che hanno sempre mascherato la realtà di un rapporto di lavoro a tutti gli effetti di natura subordinata.

La nostra Amministrazione, lungi dal cercare una soluzione alternativa al precariato, lo ha anzi incentivato, arrivando a comprendere un numero di risorse precarie molte volte superiore al numero di dipendenti presenti in pianta organica, nonostante i puntuali rilievi in merito della Corte dei Conti. Ha scelto, insomma, le strade più semplici e convenienti, quando avrebbe potuto programmare un piano del fabbisogno del personale e delineare un percorso di stabilizzazione, coerentemente con le tante attività che il legislatore ha attribuito all’Ente.

Riteniamo, infatti, che proprio nelle molteplici funzioni attribuite nel tempo all’Agenzia risiedano motivazioni ulteriori a supporto della nostra dovuta stabilizzazione. Attribuzioni cui vanno aggiunti i compiti di supporto nella gestione della situazione emergenziale, che richiedono le competenze e la professionalità che il personale ha acquisito negli anni.

Ci chiediamo, inoltre, quali siano state le motivazioni sottese all’ampliamento della dotazione organica contenuto nel DL agosto che non ha tenuto conto dei precari storici, ma che favorirà l’aumento di posizioni dirigenziali, tale che a breve l’Agenzia avrà un dirigente ogni 7 dipendenti.

Ma non è tutto. Negli ultimi giorni, abbiamo assistito anche all’inspiegabile avvio di una nuova selezione pubblica per la formazione di graduatorie e l’assunzione di personale a tempo determinato per sostituire ad personam il personale in comando out (comunque solamente 16 unità) che andrà a incrementare il precariato in un Ente con decine di persone con contratti in scadenza, già formate e con competenze acquisite nel corso degli anni.

Tutto ciò, nel silenzio assordante dei vertici dell’Agenzia.

Noi riponiamo ancora la nostra fiducia nella classe politica da Lei rappresentata, nel significato più nobile del termine, quando si occupa della promozione della dignità delle persone.

Dare stabilità a lavoratori precari da 10 anni è certamente questione etica fondamentale, un principio di giustizia, peraltro più volte ribadito in ambito UE, che un Paese civile non può ignorare e che rappresenta anche un grande investimento per il suo futuro.

Pertanto, il prossimo 23 dicembre, tra l’altro anniversario dell’istituzione del nostro amato Servizio Sanitario Nazionale, saremo in presidio sotto al Ministero della Salute (Lungotevere Ripa) a partire dalle ore 11, per chiederLe un incontro e un Suo autorevole intervento che possa risolvere definitivamente questa drammatica situazione, confidando nella Sua comprensione seppur nella delicatezza e difficoltà del momento.

Grazie per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti