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Lettere

Agenas, ecco perché bisogna stabilizzare tutti i precari

Egregio Sig. Ministro Speranza,
Egregio Sig. Ministro Orlando,
Egregio Sig. Ministro Brunetta,

mentre apprendiamo dagli organi di stampa, in particolare dalle dichiarazioni del Ministro del Lavoro, che i contratti dei quasi 3000 navigator – collaboratori di ANPAL Servizi, in house di ANPAL – verranno prorogati fino al 31 dicembre 2021 grazie al Decreto “Sostegni”, e che la loro attività costituirà titolo preferenziale nei concorsi pubblici delle Regioni e di enti e agenzie regionali, noi, circa 70 ex lavoratrici e lavoratori precari AGENAS, ci chiediamo quali siano le reali motivazioni sottese al mancato rinnovo dei nostri contratti, nonché al mancato avvio dell’agognato percorso di stabilizzazione. Vista la drammatica emergenza che è, come noto, nello stesso tempo sanitaria e occupazionale, potenziare gli organici negli Enti e nelle Agenzie pubblici che di Sanità e politiche attive del lavoro si occupano è non solo doveroso, ma anche urgente.

Siamo entrati in AGENAS un decennio fa, con la voglia di mettercela tutta e dare il miglior servizio possibile alle numerose figure del comparto Sanità che dall’Agenzia attendono aiuto e risposte. Siamo cresciuti professionalmente e umanamente, abbiamo costruito competenze e gruppi di lavoro volenterosi e coesi. Tuttavia, mentre le nostre competenze aumentavano, vedevamo la durata dei nostri contratti diminuire: un anno, dieci mesi, sei mesi. Lavoro il nostro, è bene sottolinearlo, “flessibile” nella forma, subordinato nella sostanza; avendo tra l’altro noi gli stessi doveri dei dipendenti, ma non le stesse tutele. Seppure costretti a lavorare nell’incertezza, tra un contratto in scadenza e un rinnovo all’ultimo momento, abbiamo sempre prestato la nostra attività con dedizione, convinti di poter contribuire al miglioramento del sistema sanitario del Paese.

Un emendamento al DL agosto 2020, approvato dal Ministero della Salute, ci aveva fatto intravedere la possibilità di una stabilizzazione. E invece era la prima di una lunga serie di “impegni” puntualmente disattesi. Ultima beffa: dopo mesi di mobilitazioni sembrava si potesse giungere a una soluzione mediante un provvedimento inserito all’interno del Decreto “Sostegni”. Provvedimento che, ancora una volta, è sparito dal testo finale. E mentre ai nostri “omologhi” dell’Agenzia Italiana del Farmaco viene prospettata la possibilità di vedere finalmente riconosciuto il lavoro portato avanti negli anni, non possiamo fare a meno di interrogarci sulle ragioni per le quali la stessa possibilità non possa essere data anche a noi. Ci domandiamo, inoltre, perché AGENAS, cui non mancano le risorse economiche, si privi di personale già formato e competente in un momento in cui dovrebbe svolgere un ruolo cruciale di raccordo Stato – Regioni nel contrasto alla pandemia, anche alla luce degli ulteriori compiti assegnati dal D.L. n.23 dell’8 aprile 2020.

Sappiamo, infine, che l’emendamento che ci riguarda, più volte presentato alle Camere e altrettante volte bocciato dal precedente Governo, è stato nuovamente presentato dalla Senatrice di Italia viva Annamaria Parente, e che diverse forze politiche della maggioranza sono disposte a sostenerlo. Ci auguriamo che stavolta non venga bocciato. Chiediamo inoltre con forza che vengano riconosciuti l’impegno e le competenze maturati in tutti questi anni. Siamo convinti che l’Agenzia ne trarrebbe solo benefici considerando che, fatta eccezione per quelle connesse all’emergenza Covid, le attività istituzionalmente affidate all’Ente, sono ferme da mesi.

Pertanto, chiediamo un Vostro autorevole intervento per un nostro immediato reintegro e per l’avvio di un percorso di stabilizzazione per tutti.