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Cultura

Laura Conti, lo sguardo politico sul mondo

ITINERARI CRITICI. A proposito di due recenti pubblicazioni, un romanzo della ecologista e un libro su di lei, editi da Fandango. «Una lepre dalla faccia di bambina», opera di narrativa del 1978 sul disastro di Seveso con la voce dei ragazzi. I «dialoghi possibili» di Barbara Bonomi Romagnoli e Marina Turi immaginano che la scrittrice entri in conversazione con le giovani donne e femministe odierne. Morta nel 1993, era nata nel 1921. Comunista, medica, ambientalista tra le più convinte, il suo orientamento è prezioso ancora oggi

Seveso, 12 luglio 1976 foto Ansa

Seveso, 12 luglio 1976 foto Ansa

L’attenzione alla esistenza e alla intelligenza politica di Laura Conti è un segnale da salutare con fiducia verso il futuro. Per tutto quello che ha fatto, rappresentato e tribolato questa medica e scrittrice, partecipando alla Resistenza, partigiana arrestata e deportata nel lager di Bolzano, socialista poi dagli anni Cinquanta militante, spesso non convenzionale, del Pci, tra i fondatori della Lega per l’Ambiente, ecologista e amica della libertà femminile. Nelle foto che circolano è ritratta con un sorriso aperto e uno sguardo che sapeva vedere lontano, il vivente e le conseguenze dei disastri causati dal profitto e dalla violenza dell’umano, ecco...

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