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Internazionale

L’arroganza dell’«uomo delle banane» non ferma lo spirito ribelle haitiano

Haiti. Jovenel Moïse è sopravvissuto a mesi di rivolte popolari grazie all'incrollabile appoggio degli Stati uniti, timorosi dell'avvento di un nuovo governo «castro-bolivariano». Ma la protesta non si ferma

Le proteste ad Haiti

Le proteste ad Haiti

Nulla sembra spezzare lo spirito di ribellione del popolo haitiano, ricevuto in eredità da quegli schiavi neri che, nel 1804, diedero vita alla prima Repubblica libera del continente. Non è bastata a schacciarlo l'interrotta successione di dittature, colpi di Stato e governi corrotti che ha segnato da allora, con poche eccezioni, la sua storia; né il devastante terremoto del 2010, il rovinoso uragano Matthew del 2016, la tremenda epidemia di colera portata in dono dalle truppe di occupazione Onu o l'attuale pandemia da Covid-19 e neppure la cronica instabilità politica e sociale. Tanto meno ci riuscirà l'attuale presidente Jovenel Moïse,...

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