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Cultura

La rivoluzione ha le sue fonti

ITINERARI CRITICI. «Karl Marx e la letteratura mondiale», un volume di Siegbert Salomon Prawer appena uscito da Bordeaux. La riedizione di un libro fuori commercio dalla fine degli anni Settanta utile alla comprensione del Moro. Nella sua casa londinese, l’autore del «Capitale» leggeva a voce alta Ariosto e le sorelle Brontë, scriveva lettere d’amore citando Ovidio e sapeva già che il gesto letterario è politico. Non c’è scritto del filosofo di Treviri che non sia colmo di citazioni attinte da Eschilo, Dante, Machiavelli, Cervantes, Shakespeare, Defoe, Schiller, Goethe, persino Epicuro e Boiardo

Un'incisione del 1874 della sala di lettura del British Museum

Un'incisione del 1874 della sala di lettura del British Museum

«Come parla, le parole sono importanti!»: viene in mente la celebre reprimenda di Nanni Moretti sul bordo piscina di Palombella rossa (1989), film cult sulla crisi della sinistra, leggendo questo splendido libro di un accademico di Oxford, Siegbert Salomon Prawer, Karl Marx e la letteratura mondiale (a cura e con un saggio di Donatello Santarone, traduzione di Marco Papi, Bordeaux, pp. 494, euro 24), già uscito per Garzanti, con altro titolo, nel 1978, ma a quel tempo passato quasi inosservato. Questa meritoria nuova edizione consente di riscoprire la radice letteraria del pensiero rivoluzionario, attraverso un’indagine che ha il pregio di...

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