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Cultura

La magia nell’anima del mondo di ghiaccio

L'intervista. Parla l’autrice del romanzo «Di pietra e d’osso», edito da Neri Pozza. La giovane Uqsuralik che dialoga con i giganti e gli animali racconta la cultura Inuit nell’Artico. «Ho scelto una giovane donna come protagonista perché in lei, un po’ come accade per gli sciamani, emerge l’ambito privilegiato di incontro tra il mondo terrestre e quello spirituale». «Il pericolo e la bellezza sono permanenti. Anche per questo la presenza di spiriti, soprannaturali, umani o animali è qualcosa che non si mette in discussione, che nessuno nega»

Un gruppo di Inuit impegnato nella costruzione di un igloo nel 1924. Un’immagine custodita alla Library of Congress di Washington

Un gruppo di Inuit impegnato nella costruzione di un igloo nel 1924. Un’immagine custodita alla Library of Congress di Washington

Separata con violenza dalla propria famiglia, sospesa in un mondo di ghiaccio pronto a frantumarsi e a rivelare ogni sorta di pericolo, la giovane Uqsuralik dovrà sfruttare tutte le proprie doti per sopravvivere, raggiungere la terraferma e aggregarsi a qualche altro gruppo di Inuit. Ma lungo il cammino scoprirà che non sempre gli esseri umani custodiscono insidie meno terribili degli orsi che ha imparato a cacciare con il padre o dei giganti imprigionati sotto la banchisa con cui dialoga. La sua lotta per la sopravvivenza assumerà così pian piano il profilo di un cammino verso la consapevolezza e la libertà:...

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