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Cultura

La grande guerra degli sconti

Bibliodiversità. In Parlamento si discute di una modifica legislativa che di fatto pone sullo stesso livello grandi e piccoli editori. In Italia ha sempre prevalso una politica dei prezzi nelle mani delle case editrici. Erano loro, fino al 2001, a decidere sconti ai librai e sul prezzo di copertina

Libro d’artista di Natascia Ghini (2015)

Libro d’artista di Natascia Ghini (2015)

Strana logica quella che sostiene l’ipotesi di riforma della legge sul prezzo dei libri. Il Parlamento vuole cioè modificare alcuni articoli di una legge approvata inizialmente nel 2001 e «ritoccata» nel 2011 per facilitare la vendita di libri e contribuire così alla ripresa di un settore in forte crisi e per contrastare le voraci politiche commerciali dell’e-commerce (Amazon e altre imprese made in Italy). NEGLI ULTIMI ANNI hanno chiuso infatti oltre 2500 punti vendita di libri, determinando la perdita del avoro di 4000 uomini e donne, mentre il processo di concentrazione oligopolistica nella distribuzione e vendita procedeva a tappe forzate....

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