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Cultura

La discriminazione inevitabile di un sistema ristretto di potere

Scaffale. «Nel paese degli algoritmi» di Aurélie Jean, per Neri Pozza. Una parola aleggia al centro del testo: interpretazione. Non tutto può essere infatti oggetto di astrazione perché incide sulla vita reale delle persone

Un esempio di «arte algoritmica», il cui disegno è generato da un algoritmo

Un esempio di «arte algoritmica», il cui disegno è generato da un algoritmo

Aurélie Jean non corrisponde alla rappresentazione classica del nerd che scrive algoritmi per la simulazione scientifica, eppure lo è. Si dedica anche alla divulgazione e ha pubblicato un libro, da poco tradotto in italiano. Nel paese degli algoritmi (Neri Pozza, pp 173, euro 17) è in un certo senso una sua biografia intellettuale. Descrive come abbia cominciato a fare modelli algoritmici professionali misurando l’elasticità delle gomme delle automobili. Ha poi lavorato a calcolare il rischio, anche indiretto, di un trauma cranico in presenza di un’esplosione, a fare previsioni algoritmiche sul mercato azionario per conto di Bloomberg, ha contribuito a una...

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