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Italia

La deprimente epidemia della ricrescita

Diario di confino. Senza parrucchiere, le italiane si sono ritrovate nella stessa situazione di quella signora di Pechino che, dopo due mesi di mascherina, diceva che la cosa che le mancava di più era il rossetto

E così, la chiusura dei parrucchieri ha creato un serio panico fra quella popolazione femminile attaccata alla tinta come a una ventosa.

Sull’estetista si può anche soprassedere per tre settimane o un mese perché le sopracciglia, la ceretta, la maschera e il peeling te le puoi fare da sola, magari maluccio, ma è sempre meglio di niente. Ma la tinta autarchica richiede abitudine, perizia a individuare i prodotti adatti, abilità manuali nonché tecniche, conoscenza dei tempi di posa e chi non vi è avvezzo rischia veri disastri.

Sfidando la sorte e qualche controllo di solerti poliziotti che chiedevano anche ai pedoni un’autocertificazione che giustificasse l’uscita di casa, alcune signore si sono così avventurate per le cittadine strade deserte alla ricerca di un supermercato o una farmacia, ormai fornitissime di ogni trattamento bellezza e antiage, dove comprare qualcosa che le salvasse dalla temuta e orrida epidemia della ricrescita.

Insomma, le italiane si sono ritrovate nella stessa situazione di quella signora di Pechino che, dopo due mesi di mascherina, diceva che la cosa che le mancava di più era di non potersi più mettere il rossetto.

Chi pensa che, dati i tempi, queste sono scemenze, evidentemente non conosce l’effetto deprimente che può dare quel dito di grigio o di bianco che avanza alla base di un capello castano, dorato, sfumato, corvino o qualunque altro colore si sia inventato il parrucchiere di fiducia.

La ricrescita ha il subdolo potere di smascherare più di ogni altro trucco la verità, e cioè come si è davvero sotto la tinta e di urlare al mondo che, appunto, ti tingi e quindi sei meno giovane di quanto vuoi far credere.

Quando anch’io cominciai a essere colpita dalla iattura del capello bianco, decisi che mai e poi mai mi sarei sottoposta alla schiavitù del colore finto e così mi sono tenuta quel che veniva. Fu una scelta di libertà e la consiglio, anche agli uomini che insistono a farsi fare da chissà chi certi pastrugni stopposi e improbabili.

In ogni caso, c’è da scommettere che dal 4 aprile, se tutto finisce, i parrucchieri dovranno tenere aperto 24 ore al giorno per una settimana, più o meno.


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