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Jean-Pierre e Luc Dardenne, l’incontro e la sua «meraviglia»

La rivista. Estratto dalla conversazione d’apertura dal numero 43 di «Fata Morgana» dedicato al tema dell'«Incontro»

Se il cinema classico ha al centro l’azione come modifica volontaria di una situazione, l’incontro è qualcosa di imprevedibile. Il cinema moderno, lo pensava anche Zavattini, è un’arte degli incontri. Partirei da una citazione di Luc Dardenne: «Incontrare qualche cosa, qualcuno, una materia, una superficie, un corpo estraneo, sconosciuto». In che senso per voi il cinema è soprattutto un’arte degli incontri? Quando penso al tema dell’incontro penso a una sequenza di Rosetta, in cui la ragazza è stesa sul letto e dice: «Io ho incontrato un amico, tu hai incontrato un amico». Rosetta è un personaggio talmente solitario che ripete...

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