closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Internazionale

In Cecenia un lager per omosessuali

Grozny. Le ong Lgbt russe: abbiamo i nomi di tre vittime, si apra un’inchiesta federale

immagine aerea della prigione di Argus

immagine aerea della prigione di Argus

Picchiati con tubi di gomma, attaccati alla corrente elettrica, costretti a sedersi su bottiglie, lasciati senza cibo né acqua, a volte fino alla morte. Il Male di cui parla Primo Levi riflettendo su Auschwitz, la segregazione del disumano, oggi si trova a una decina di chilometri da Grozny, nella prigione segreta scoperta da due giornaliste di Novaya Gazeta, lo stesso giornale di Anna Politkowskaja. Le sue due «allieve» Elena Milashina e Irina Gordienko hanno scoperto un campo di detenzione informale nella cittadina di Argun dove vengono torturati, picchiati, a volte uccisi i cittadini di serie B, quelli che in Cecenia...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi