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Il software libero al centro del Recovery Plan

Hacker’s Dictionary. 10 miliardi per programmi open source, a cominciare dalla scuola e dalla pubblica amministrazione. Lo chiede un pioniere dell’informatica italiana come Angelo Raffaele Meo, professore emerito del Politecnico di Torino, insieme a decine di associazioni ed esperti del settore

Proprio il giorno in cui la Casa Bianca nomina capo tecnologo un attivista ed esperto del software libero, David Recordon, ci giunge la lettera del professore Angelo Raffaele Meo che chiede al governo italiano di destinare una parte dei soldi del Recovery fund all’informatica libera nel nostro paese. Secondo il pioniere dell’informatica italiana, infatti, tra le più importanti ragioni delle difficoltà in cui si dibatte l’Italia c’è proprio la mancanza di aziende nostrane nel mercato di applicazioni e servizi informatici. Per questo nella lettera chiede di cogliere «la splendida opportunità di rinascita rappresentata dall’avvento del software libero e dell’informatica libera»...

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