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Il pavimento di Jackson Pollock

Divano. «Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente nel quadro. È un metodo simile a quello degli Indiani dell’Ovest che lavorano sulla sabbia»

Sul numero dell’inverno 1947-48 della rivista newyorchese Possibilities, sotto il titolo My Painting si riportava una dichiarazione di Jackson Pollock (1912-1956). Egli afferma: «La mia pittura non nasce sul cavalletto». E spiega: «Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio». In quella occasione Pollock intende esprimere in poche frasi i suoi convincimenti di pittore e lo fa in modo piano e con estrema, succinta chiarezza. Una volta distesa la tela sul pavimento, «mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed...

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