closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Il mio frigorifero come il trip lisergico

Al Victoria and Albert sfilano gli oggetti-culto beat e hippy

Una scena di

Una scena di "Blow Up" di Michelangelo Antonioni, 1966

Fare il museo della rivoluzione è assurdo quanto fare un museo dell’amore. Che però, a pensarci, venne già allestito, pur se in forma di libro, da Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso (1977), per non parlare del Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk. Dunque si dia una chance anche a You say you want a revolution Records and Rebel 1966-1970, al Victoria and Albert Museum di Londra fino al 26 febbraio. Anche questa è una collezione di frammenti, ciascuno dei quali è una scheggia che si conficca nel cuore o nella mente o sotto i piedi: dipende dall’età anagrafica...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.