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Internazionale

Il golpe contro il re si rivela una resa di conti tra fratellastri

Giordania. Tre giorni dopo la colossale operazione di sicurezza eseguita ad Amman restano scarsi gli elementi a conferma del colpo di stato sventato. Il principe Hamzah agli arresti domiciliari nega le accuse e rifiuta di obbedire ai divieti

Re Abdallah con il fratellastro Hamzah

Re Abdallah con il fratellastro Hamzah

Circolano le ipotesi più varie. L’ultima vorrebbe che siano stati gli Usa, freschi della firma il mese scorso dell’accordo di sicurezza con Amman che permetterà alle forze armate americane di entrare e muoversi come credono nel territorio giordano, ad avvertire re Abdallah di un complotto per rovesciarlo ordito dal fratellastro Hamzah, ora agli arresti domiciliari. Ma a tre giorni di distanza dalla clamorosa operazione di sicurezza che ha scosso Amman e portato all’arresto di una ventina tra alti dignitari e capi di tribù beduine, la versione dello sventato colpo di stato non regge. Un golpe richiede il coinvolgimento dell’esercito e...

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