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Internazionale

Il Consiglio dei guardiani ha scelto: favorito il conservatore Raisi

Iran. L’esito avrà un impatto negativo sulla ripresa dell’accordo nucleare

Ebrahim Raisi

Ebrahim Raisi

Venerdì 18 giugno gli iraniani andranno alle urne per eleggere il prossimo presidente della Repubblica islamica. La buona novella è che non si tratterà di un membro dei Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie. La cattiva notizia è che, dietro le quinte, i giochi sono già stati fatti, il voto avrà un impatto negativo sulla ripresa dell’accordo nucleare e quindi dell’economia. I dodici teologi e giuristi che compongono il Consiglio dei Guardiani hanno infatti approvato sette candidati: saranno soltanto loro a potersi presentare alle presidenziali del 18 giugno. Se nel 2013 il moderato Hasan Rohani era riuscito ad aggiudicarsi la poltrona di...

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