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Alias Domenica

Heine, la danza dell’orso contro la radicalità del poeta, tra speranza, sensualità e rancore

Poeti tedeschi. «Atta Troll», nuova traduzione da Leucotea

Heinrich Heine ritratto da Moritz Daniel Oppenheim, 1831

Heinrich Heine ritratto da Moritz Daniel Oppenheim, 1831

«Farà un gran rumore» scriveva Heine all’amico Laube presentandogli nell’autunno del 1842 il suo poemetto lirico-satirico Atta Troll, da pubblicare a puntate sulla «Zeitung für die elegante Welt». La provocazione ebbe un successo insperato e Heine poté vantarsi di tutte le «mele marce che gli erano volate sulla testa» insieme alla sanguinosa accusa di essere diventato un reazionario. Come tutte le grandi opere dei tedeschi – scrive l’autore nella caustica prefazione –, dal duomo di Colonia al Dio di Schelling, anche Atta Troll, con i suoi perfetti trochei ottosillabici, è destinato a rimanere un arabesco erratico nella sua caleidoscopica ricchezza....

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