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Visioni

Gus Van Sant si smarrisce nella foresta

Cannes 68. «The sea of trees» il dramma introspettivo del regista di «Elephant» con Matthew McConaughey

Ogni anno il pool dei giornalisti a Cannes sceglie una vittima sacrificale contro cui scagliarsi selvaggiamente. A giudicare dai fischi e dai boo che hanno accolto la fine del suo film, quest’anno potrebbe essere Gus Van Sant. «Un oceano di banalità» è il titolo della recensione di Hollywood Reporter, «Un drammone straordinariamente irritante e disonesto», preferisce il Guardian. Mentre per Variety è «un profondo insulto culturale». Palma d’oro del 2003 con Elephant, l’autore di Louisville trapiantato a Portland è stato a Cannes più volte; l’ultima nel 2011, con Restless. Di quel film, The Sea of Trees, presentato in concorso, condivide...

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