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Franco Battiato, elegia dell’ossimoro

Ricordi/Una carriera imperniata su contrasti forti, su percorsi musicali spesso antitetici. Sempre però amato e intergenerazionale. Gli anni Settanta in una Milano tumultuosa e creativa, i primi album sperimentali, «Fetus» e «Pollution», il ritorno alle canzoni

Franco Battiato in una pubblicità del 1971 per un divano Busnelli

Franco Battiato in una pubblicità del 1971 per un divano Busnelli

La tentazione di abusare di un titolo inflazionato da un'opera di un altro siciliano come lui, Pirandello, è fortissima. Ma sarebbe pura verità. Battiato, scomparso lo scorso 18 maggio, nei suoi intensi settantasei anni di vita, quattro quinti dei quali spesi (bene) a inventare note sempre diverse è stato per davvero «uno, nessuno e centomila». Per certi versi, la sua figura assieme discretamente lontana dal clamore mediatico, e presentissima invece (per riferimenti, citazioni, interpretazioni, omaggi) in un orizzonte «popular» dove si contano sulle dita di due mani i maestri, è vicina a quella dei «grandi eretici» musicali. Si tratta naturalmente...

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