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Internazionale

Epurazioni di Stato in Turchia

Dopo il golpe fallito. Migliaia di soldati, giudici, impiegati e poliziotti messi agli arresti con l’accusa di complicità con il cosiddetto «Stato parallelo» dell’imam Gülen. Preoccupazione per il ritorno della pena capitale. Crescono le tensioni nel paese: sostenitori del governo linciano e assaltano i quartieri delle minoranze. Retate di massa della polizia contro i sospetti

Sostenitori di Erdogan a Ankara di fronte ad un maxi schermo con il volto del presidente

Sostenitori di Erdogan a Ankara di fronte ad un maxi schermo con il volto del presidente

«Faremo pulizia in tutte le istituzioni del virus dei sostenitori di Fethullah Gülen», è stata questa la durissima dichiarazione del presidente Recep Tayyip Erdogan subito dopo l’annuncio del fallimento del golpe. Gülen, filosofo islamico, che vive in esilio volontario in Pennsylvania, e leader della influente e radicata comunità Hizmet (Servizio), già alleato del governo dell’Akp tra il 2007 e il 2011, è poi diventato acerrimo nemico del presidente Erdogan. Secondo Ankara, è lui l’ispiratore del golpe; è stato accusato di essere a capo di una presunta organizzazione terroristica, costituente un vero e proprio «Stato parallelo». Un’organizzazione che avrebbe finalità eversive...

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