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Internazionale

Donna, attivista e sciita: Riyadh vuole la testa di Israa

Arabia saudita. Chiesta la condanna a morte per una delle leader delle proteste del 2011, lanciate dalla minoranza marginalizzata. Il verdetto tra due mesi. Al-Ghomgham rappresenta da sola tutti i peggiori incubi della petromonarchia

Israa al-Ghomgham

Israa al-Ghomgham

Un anno fa, nell’agosto 2017, i bulldozer militari di Riyadh facevano il loro tetro ingresso ad Awamiyah: dopo un lungo assedio, la città orientale sciita finiva in macerie. Lo storico quartiere di Almosara veniva demolito, centinaia di famiglie erano costrette alla fuga, a tante altre venivano confiscate le proprietà. All’epoca si parlò di 20mila sfollati su un totale di 30mila residenti. Così la monarchia puniva la regione di Qatif, sciita in un paese a maggioranza sunnita. Una punizione collettiva per le proteste che riemergono continuamente nella comunità che chiede il rispetto dei propri diritti politici ed economici: l’ultima campagna militare...

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