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Politica

«Diritto alle cure limitato dalla debolezza dello stato centrale»

La relazione annuale. Per il presidente della Corte costituzionale il governo aveva il potere per controllare e coordinare i "ribellismi" regionali. E aggiunge che è inevitabile prevedere un fine pena anche per l’ergastolo. E sullo stop all’appello penale il governo stia attento a non squilibrare accusa e difesa

Il presidente della Corte costituzionale Giancarlo Coraggio

Il presidente della Corte costituzionale Giancarlo Coraggio

Il governo avrebbe dovuto, e potuto, garantire «quella unitarietà di azione che la dimensione nazionale delle emergenze imponeva e tutt’ora impone». Se non lo ha fatto non è stato perché le leggi e la Costituzione garantiscono troppo potere alle regioni. Ma perché lo stato centrale si è sottratto a «un esercizio forte del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali». In questo modo non solo ha esposto tutti i cittadini a «rischi di disomogeneità», ma ha consentito una lesione - quanto drammatica lo abbiamo visto - «degli stessi livelli essenziali delle prestazioni». Al centro della relazione annuale del...

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