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Internazionale

Dai cortei gioiosi alla guerriglia urbana, la protesta in Myanmar comunque continua

Escalation. Anche il clero buddhista si esprime contro la repressione. La periferia del Paese intanto è in fiamme: scontri tra gruppi armati locali e l’esercito

Yangon, Myanmar, 18 narzo 2021. Una barricata improvvisata (con una certa meticolosità) dai manifestanti in una strada della città

Yangon, Myanmar, 18 narzo 2021. Una barricata improvvisata (con una certa meticolosità) dai manifestanti in una strada della città

IMentre la periferia del Myanmar si incendia con scontri a fuoco tra gruppi armati regionali e Tatmadaw, l’esercito nazionale fedele ai golpisti del 1° febbraio, e mentre l’operazione di contenimento della protesta continua a produrre vittime (ormai oltre 200), una nuova accusa farsa piomba su Aung San Suu Kyi. Ma tutto quanto messo in piedi dai golpisti non sembra fermare la protesta diffusa, che si è ovviamente modificata con l’andare degli avvenimenti. I RITUALI E GIOIOSI CORTEI delle prime settimane cedono il passo a un paesaggio di guerriglia urbana dove si cerca di resistere agli arresti indiscriminati e soprattutto alle...

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