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Da Mario Luzi, la Via Crucis del teatro silente e chiuso

Il progetto. Un poemetto dell'autore toscano diventa ora lavoro multimediale con Moni Ovadia e Michele Placido

Moni Ovadia e Michele Placido, Teatro comunale di Ferrara

Moni Ovadia e Michele Placido, Teatro comunale di Ferrara

Mario Luzi fu una delle espressioni più alte dell'ermetismo che riporta incessantemente a Montale. In lui è costante la ricerca di un perché esistenziale, del motivo che ci vuole vivi e disancorati da una ragione superiore. «Avevamo studiato per l'aldilà/un fischio, un segno di riconoscimento./Mi provo a modularlo nella speranza/che tutti siamo già morti senza saperlo» dice Montale ma Luzi si fa più disperante nella sua speculazione continua di un 'raccordo' che dia un senso alla nostra presenza nel mondo: «Ma tu continua e perditi, vita mia,/per le rosse città dei cani afosi/convessi sopra i fiumi arsi dal vento.» e,...

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