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Non assegnato

Countdown 0. Trump è in Florida, Biden a Washington

La rubrica del conto alla rovescia. Nel giorno dell'insediamento del nuovo presidente, la poetessa Amanda Gorman, 22 anni, conquista il mondo leggendo un testo di 4 minuti

Preparativi prima della cerimonia di Biden

Preparativi prima della cerimonia di Biden

L’America tira un sospiro di sollievo.

Con una capacità di analisi pari solo alla sua delicatezza intellettuale, il giorno prima della scadenza del suo mandato, causa nuova amministrazione, l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo, ha affidato al suo account Twitter finanziato dai contribuenti, tutto il suo afflato contrario al multiculturalismo.

“Il multiculturalismo, tutti gli -ismi, non sono ciò che è l’America. Distorcono la nostra gloriosa fondazione e l’essenza di questo Paese”, ha scritto Pompeo martedì.

LA FINE DI UN’ERA

Ciò che si è visto il giorno dopo, al Campidoglio, alla Casa Bianca, durante le celebrazioni virtuali della sera trasmesse in diretta TV, è stato proprio il contrario di ciò che l’ex ministro degli esteri aveva affermato con tanta cieca tracotanza solo 24 ore prima.

L’era dei maschi bianchi di mezza età si è conclusa, seppellita dalla presenza di giovani, di donne, di immigrati, neri, asiatici, dalla fisicità stessa della vice presidente, difficilissima da definire tanto è intrecciato e variegato il suo albero genealogico, che si fa prima a dire “non caucasica”, per non sbagliare.

Non si poteva immaginare un contrappasso più drastico di questo, e la serata che ha seguito la cerimonia di insediamento lo ha sottolineato.

Kamala Harris (Ap)

LA SERA DELL’INSEDIAMENTO

Non potendo esserci, come le altre volte, un ballo, una festa, causa pandemia, c’è stato uno show televisivo, sulla falsa riga di quello che era stata la (riuscitissima) convention democratica di luglio, presentato da Tom Hanks.

Tra un numero musicale e l’altro si sono celebrati gli eroi americani, come medici, infermieri, insegnanti, hanno nuovamente parlato sia Biden che Harris, ed è stato trasmesso un contributo registrato qualche ora prima in cui gli ex presidenti Clinton, Bush e Obama, hanno parlato dell’importanza del pacifico passaggio di poteri per una democrazia.

IL PRESIDENTE DEL 2036

Quello che gli eventi del 6 gennaio hanno mostrato è la fragilità della democrazia, e l’importanza di preservarla vista la facilità con cui si può scivolare in un regime che definire fascista non era più un’iperbole astorica, ma una descrizione puntuale.

Nelle ultime settimane gli Usa hanno più volte temuto, a ragion di causa, che il presidente in carica volesse dichiarare la legge marziale, questa era diventata un’eventualità plausibile in un Paese che non aveva mai conosciuto una destra così arrogante e razzista al potere.

Il profondo sospiro di sollievo che si è sentito da parte della maggioranza degli Stati Uniti è stato tirato solo dopo che Biden aveva prestato giuramento, e la sera, durante i festeggiamenti per l’insediamento di Biden – Harris.

Amanda Gorman (AP Photo/Patrick Semansky, Pool)

Così che il giorno seguente la brillante affermazione di Pompeo, una poetessa afroamericana 22 enne, Amanda Gorman, che ha conquistato il mondo nei 4 minuti in cui ha letto una sua poesia durante la cerimonia di insediamento, la sera ha affermato di voler diventare lei stessa il presidente degli Stati Uniti, nel 2036.

“Madam president Gorman. Mi piace come suona” ha detto alla CNN.