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Contratto di governo, il cielo (penta)stellato e la legge morale

Cosa hanno da dire i magistrati della riforma della giustizia penale tratteggiata nel contratto del «governo del cambiamento»? Libera com’è di parlare della politica, immune da vincoli di tipo disciplinare e da eventuali interdizioni del codice etico, la Magistratura dovrebbe dire a chiare lettere a tutti i cittadini, ovvero a quel popolo nel cui nome amministra la giustizia, se quella riforma interpreti i valori della Costituzione e del giusto processo, della dignità della persona, della presunzione di innocenza e della finalità rieducativa delle pene. Non sarebbe certo la prima volta che la magistratura - da Tangentopoli in poi - nelle...

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