closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Commenti

Conoscenza, libertà e speranza

Sull'isocrazia. L’uso critico della ragione deve collegarsi con la capacità di operare nel mondo della prassi e, di contro, si deve operare nel mondo della prassi sapendo sviluppare una ragione critica

Nel dibattito sull’isocrazia (introdotto da Pier Giorgio Ardeni e Stefano Bonaga, il manifesto del 17 dicembre 2020) Domenico De Masi ha ricordato la mirabile definizione kantiana dell’illuminismo quale «autoliberazione dell’uomo dallo stato di minorità intellettuale volontaria». Questa «autoliberazione» richiede due gambe: il saper far uso critico della ragione e la volontà per realizzarlo. Le due dimensioni si intrecciano, perché l’uso critico della ragione deve collegarsi con la capacità di operare nel mondo della prassi e, di contro, si deve operare nel mondo della prassi sapendo sviluppare una ragione critica. In questa prospettiva l’uomo è dimidiato in due dimensioni: quella della...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi