Cercare di spiegare agli utenti il perché del primo sciopero al mondo dell’intera filiera dei lavoratori Amazon. Provano a farlo Fit Cisl, Filt Cgil e Uilt in vista di lunedì.
«Voi che ricevete un servizio siete le persone cui chiediamo attenzione e solidarietà, perché continui ad essere svolto nel migliore dei modi possibili. Scioperano – scrivono ai consumatori le organizzazioni sindacali – le persone che, mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce in piena comodità. Quelli e quelle che consegnano i pacchi, quelli e quelle che ancora prima lo preparano per la spedizione. Un esercito composto da circa 40 mila lavoratori e lavoratrici che non si ferma mai. Quelli e quelle che hanno consentito il boom di ordini e conseguentemente portato alle stelle i profitti di Amazon. Lavoratori e lavoratrici indispensabili, così vengono continuamente definiti da tutti, ma come tali non vengono trattati. I driver che consegnano la merce – scrivono Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt – arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l’intero mese, inseguendo le indicazioni di un algoritmo che non conosce né le norme di regolazione dei tempi di vita né tanto meno quelli del traffico. Si toccano punte di 180, 200 pacchi consegnati al giorno. Dentro i magazzini – proseguono nell’appello i sindacati – si lavora 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz’ora, ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento. Nessuna contrattazione, nessun confronto sui ritmi di lavoro e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale né continuità occupazionale, per i driver, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennità contrattata per covid-19, in costanza di pandemia. È una questione di rispetto del lavoro, di dignità, di sicurezza per loro e per voi. Per vincere questa battaglia di giustizia e civiltà abbiamo bisogno della solidarietà di tutte le clienti e i clienti di Amazon».
Solidarietà allo sciopero da Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana («È ora che la politica faccia la sua parte mettendo un freno a aziende predatorie») e da Rifondazione Comunista che lunedì «sarà a fianco dei lavoratori».