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Visioni

Boyle, una matrice autoritaria

Cinema. "In trance" di Danny Boyle, in sala

Una scena del film

Una scena del film "In trance"

Danny Boyle è un regista autoritario. Riteniamo sia un dato evidente. Un mero amministratore di effetti di sceneggiatura minuziosamente studiati a tavolino. Il dispositivo di riproduzione è la macchina che esibisce il funzionamento macchinico del racconto come (merce del) piacere mentre contemporaneamente ne occulta le meccaniche. Il dominio sulla materia-cinema è esibito come evocazione di una maestria che si rivela attraverso l’eccessodell’effetto (segno della «modernità» dello «stile») ma allo stesso tempo negata alla partecipazione perché segno segreto della professionalità della produzione. «Unicità» del gesto registico che si offre come irripetibile in quanto espressionedella macchina della produzione. Come dire: il capitale...

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