Ha scelto un percorso non facile, ha combattuto i pregiudizi, ha sofferto per il bullismo e ha sperimentato sulla propria pelle anche la malattia. BigMama – seppur giovanissima – sembra una veterana per quante vicissitudini e dure prove è stata sottoposta dalla vita. Sanremo – già frequentato lo scorso anno nella serata dei duetti ’ospitata’ da Elodie – l’ha rivelata al grande pubblico e a febbraio, stavolta in gara con La rabbia non ti basta dove – cassa in quattro e ritornello al fulmicotone – ha portato alla platea dell’Ariston e ai telespettatori i suoi demoni. Ora il mosaico è completo, con l’uscita – da domani nei negozi su etichetta SonyMusic/Epic Records Italy/Pluggers, del suo primo album che arriva a qualche mese di distanza dall’ep Next Big Thing. Sangue è il titolo di una raccolta dove in dodici canzoni declina il suo mondo, tra rap, soul e elettronica, con due featuring, quello di Myss Keta e La Niña e una produzione solida e a più mani: sono coinvolti infatti Francesco Fugazza, CanovA, Itala, Damiank, Brun, Crookers, Mark Harris.
Sangue come i legami, il dolore, la rabbia e la speranza, che si apre sulle note di Fortissima Freestyle che è un gancio alla old school, un omaggio alla scena hip degli anni 2000. Con Cento occhi siamo già su sonorità più attuali, bassi pulsanti, batterie elettroniche e l’argomento quanto mai attuale, il catcalling, le cosiddette ’molestie verbali’: «La fiducia è nascosta nell’ombra – canta Big Mama – il tuo occhio sotto la mia gonna», mescolando parole sferzanti e taglienti.

CRUDI, ricchi se necessario mai ridondanti gli arrangiamenti, a rivestire liriche che spesso sono momenti di vera e propria autoanalisi come nel pezzo che intitola il disco, dove la voce alterna grida a sussurri e toni più ironici. «Vorrei essere un esempio, ma non ho avuto un esempio, una madre senza figlia, e lo facevo lo stesso, ho avuto vuoti da colmare, un mondo che non era il mio, vi ho insegnato a camminare». «Ho cercato la chiave giusta – ha raccontato l’artista campana nella conferenza milanese di presentazione dell’album – per esprimere la mia musica, ho sperimentato e in questo album ci sono influenze di diversi stili musicali. E ho voluto parlare in prima persona di storie vissute nella mia vita». L’ambiente del rap è maschilista, con testi fino a qualche anno fa omofobi e transfobici, ma ora ci sono in giro tante brave ragazze e cambieremo la rotta…

GIÀ, vicende anche dolorose come in Veleno ovvero il percorso da lei seguito all’indomani della scoperta di un tumore nel sangue. Uno stacco diverso, anche musicalmente, perché suona come una ballata blues con un pianoforte e la sua voce nuda a intonare parole che sono un colpo dritto allo stomaco: «L’ho scritta mentre facevo la chemioterapia, è intima e registrata in presa diretta con il pianoforte. Perché la scrittura è la mia medicina, la musica lo è stata quando stavo male, è la mia cura da quando sono piccola». BigMama scrive quando è nervosa: «Ci sono stati momenti in cui la musica mi ha fatto male e ho dovuto trovare una nuova valvola di sfogo nella boxe e in un percorso psicologico». Il rap è spesso accostato a testi mortificanti nei confronti delle donne: «L’ambiente è maschilista, inutile nasconderlo, con testi fino a pochi anni fa omofobi e transfobici, ma oggi ci sono tante ragazze brave che cambieremo la rotta».
Del suo passato, sulla sua lotta a bullismo, ha parlato nelle scorse settimane al Palazzo dellOnu a New York: «Ho parlato tantissimo della mia vita, dell’oppressione che c’è stata su di me in quanto donna». BigMama porterà le nuove canzoni durante l’estate in molti festival italiani, mentre il 14 novembre sarà protagonista di un concerto all’Alcatraz di Milano.