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Cultura

bell hooks, con la lotta di classe come presupposto

Percorsi. «Il femminismo è per tutti», a cura di Maria Nadotti, per Tamu edizioni. Non esiste un orientamento sessuale più liberatorio degli altri, il problema è sempre il rapporto col potere. A ventun’anni dalla prima edizione, una traduzione arrivata poche settimane prima della morte dell’autrice. Per evitare torsioni elitarie, la teoria deve afferrare la realtà sociale complessiva. Lo sguardo proposto non è dogmatico ma «visionario», prefigura possibilità non ancora attuate

Particolare da un’opera di Yung Cheng Lin

Particolare da un’opera di Yung Cheng Lin

Il femminismo è per tutti di bell hooks (Tamu Edizioni, pp. 203, euro 14) è uscito nella sua traduzione italiana a cura di Maria Nadotti a ventun anni dalla sua prima edizione - di altre opere di hooks il manifesto si è occupato di recente, ndr - e poche settimane prima della morte della sua autrice. Nelle sue pagine, bell hooks ripensa il passato del movimento femminista non per onorare una tradizione, ma per cogliere un’occasione: «la teoria femminista rivoluzionaria va di continuo elaborata e rielaborata perché si rivolga a noi, nel nostro presente». Il presente è quindi il tempo...

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