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Alias Domenica

Beckmann, gigante egotista

La mostra di Max Beckmann al Museo d'Arte di Mendrisio. In spazi misurati, claustrali, che sembrano stonare con la taglia «grossa» di opera e persona, l'espressionista tedesco è proposto come «dietro le quinte»

Max Beckmann,

Max Beckmann, "Gli amanti (verde e giallo)", 1940-’43, Colonia, Museum Ludwig

Come immaginare una mostra di un artista colossale per autoconsapevolezza e per ambizione, in un museo caratterizzato da spazi misurati, candidi, quasi claustrali? È la sfida che il Museo d’Arte di Mendrisio, insediato in quello che era un antico ospizio e convento degli Umiliati, ha voluto lanciare portando nella cittadina ticinese la figura naturaliter colossale di Max Beckmann (a cura di Simone Soldini e Siegfried Gohr, sino al 29 gennaio, catalogo Skira). Per capire il personaggio e il suo rapporto con i musei basta ricordare le circostanze della sua morte: era uscito di casa a New York per andare a...

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