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Cultura

Azimuth, il ritorno dell’utopia

Filosofia. Sul terzo numero della rivista, si discute di quel non luogo dove tutti i mondi sono possibili

Se negli ultimi venti anni ne avevamo sentito parlare come di cosa morta e defunta, ora torna a far parlare di sé. È l’utopia. Quella strana assenza di luogo che naviga tra il linguaggio e la rivoluzione. Lo spazio in cui finiscono i mondi possibili che non trovano dimora sulla terra. La periferia delle nostre parole. Identificata col totalitarismo sovietico, a volte anche con quello nazionalsocialista, investita di alcune pesanti responsabilità storiche e morali, ripudiata negli anni Novanta dopo la caduta del muro di Berlino e il conseguente crollo sovietico, l’utopia viene oggi resuscitata e ne viene riscoperta la necessità....

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