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Arturo Reghini, pitagorico

Il personaggio. Grande matematico antifascista che scelse Budrio come confino volontario

Un ritratto di Arturo Reghini

Un ritratto di Arturo Reghini

Se si visitasse il cimitero della Pieve di Budrio si noterebbe, nell’estremo lato sinistro della prima galleria, una piccola lapide con simboli decisamente eccentrici rispetto alla tradizione cattolica: un pentalfa in ottone, una Tetraktis, una squadra con compasso. È il loculo che contiene i resti mortali di Arturo Reghini, «pitagorico e latomista insigne», come recita la scritta che i «sodales» del grande matematico ancora oggi curano con impegno e dedizione verso questa figura centrale nel panorama esoterico italiano, e non solo. Ma cosa lega questo antifascista che scelse Budrio come luogo del suo confino volontario, alla piccola città nota soprattutto...

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