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Ardian Vehbiu, tra le due sponde dell’Adriatico

Il libro. «Cose portate dal mare» dalla casa editrice leccese Besa

«La radio a onde corte era uno di quegli strumenti che produceva libertà, facendoti vibrare sulle stesse frequenze del resto dell'universo», scrive Ardian Vehbiu nel saggio «Cose portate dal mare» pubblicato dalla casa editrice leccese Besa Muci (traduzione di Valentina Notaro, pp. 324, euro18). Nato a Tirana nel 1959 e oggi residente a New York, Vehbiu spiega: «La libertà, per me albanese, assumeva forme improbabili: il cricket trasmesso in diretta dalla BBC, un dramma di Euripide messo in scena in tedesco, una rara canzone dei Beatles in una stazione ungherese o basca, un poema di Pablo Neruda letto in esperanto...

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