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Internazionale

Alla fine Manning chiese scusa

Wikileaks. Il soldato americano che passò i documenti sulla guerra in Iraq cerca clemenza

Bradley Manning, mercoledì, all’uscita dal tribunale.

Bradley Manning, mercoledì, all’uscita dal tribunale.

«Prima di tutto, vostro onore, vorrei cominciare con una richiesta di scuse. Chiedo scusa se le mie azioni hanno danneggiato qualcuno. Chiedo scusa se le mie azioni hanno danneggiato gli Stati Uniti». Con queste parole Bradley Manning, il giovane analista informatico dell’esercito statunitense, davanti alla corte marziale per aver passato documenti riservati a Wikileaks, si è rivolto mercoledì per circa tre minuti alla giudice nell’ultima udienza prima della sentenza. Al contrario della sua ultima dichiarazione a febbraio, in cui aveva rivendicato, con garbo e fermezza, la bontà delle sue intenzioni, stavolta Manning ha assunto un tono dimesso. «Capivo quello che...

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