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Visioni

Addio Joe Amoruso tra Africa e Mediterraneo

Lutti. A 60 anni è morto il musicista braccio destro di Pino Daniele. Le collaborazioni con Wayne Shorter, Vasco Rossi, Billy Cobham

Joe Amoruso

Joe Amoruso

A 8 anni Giuseppe, bambino di Boscotrecase, cittadina ai piedi del Vesuvio, chiese alla Befana una batteria. Invece ebbe un organetto elettrico e presto imparò a riprodurre «a orecchio» tutte le canzoni di successo. Fu mandato a studiare musica classica e più tardi blues e jazz a casa del sassofonista Elia Rosa. A 19 anni era già l’enfant prodige della tastiera, lavorando in sala d’incisione a Milano, accompagnando Pfm e Alberto Fortis. La fama di Joe (nome scelto in omaggio ai locali americani del porto di Napoli) Amoruso colpì subito Pino Daniele che lo volle al suo fianco nel periodo più fulgido della carriera, da Bella ‘mbriana a Musicante, apprezzando la sua capacità di unire i canoni improvvisativi delle radici afroamericane con la cultura mediterranea, ‘o feeling sicuro, quella sensibilità da supremo acquerellista sonoro volando con le mani sulle tastiere e amplificando il risultato finale con le sue qualità di arrangiatore.

POI AMORUSO s’incamminò verso collaborazioni importanti, da Andrea Bocelli a Vasco Rossi, da Wayne Shorter a Billy Cobham, firmando un solo lavoro solista Rosa del Mare di Mezzo (1992) e addentrandosi ancora di più nelle filosofie esoteriche, l’altro suo profondo interesse. Tornò a lavorare col supergruppo di Pino Daniele insieme a Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese e Rino Zurzolo nel 2008 nell’operazione Ricomincio da 30, con numerosi concerti dal vivo. Martedì se n’è volato in cielo, a 60 anni, da tre combatteva dopo un’emorragia cerebrale durante un tour in Puglia, raggiungendo Pino scomparso nel 2015 e Rino nel 2017. Vai mo’, Joe.


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