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Visioni

A Roma il jazz è un codice aperto

Musica. Chiusa la quindicesima edizione della manifestazione capitolina, un programma ricco di spunti e riferimenti sulle nuove tendenze

Il Roma Jazz Festival si è concluso il 21 novembre confermando la propria chiave di lettura del jazz come “codice aperto”. Tale aspetto programmatico-artistico viene pienamente in luce confrontando due tra le sue ultime performance: il trio del pianista indoamericano Vijay Iyer e il quartetto del tubista caraibico-britannico Theon Cross. La sala Sinopoli (Parco della Musica, sede principale del RJF) è una splendida e ariosa sala da concerto, mentre il Monk (erede de La Palma, nell’area postindustriale del quartiere Portonaccio) offre uno spazio al chiuso rettangolare, focalizzato su un palco di medie dimensioni arricchito da un efficace gioco di luci. Il...

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