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Visioni

«A Classic Horror Story», metafisica del frammento celata nelle pieghe del genere

In streaming. Disponibile solo su Netflix, un film dell'orrore italiano, di Roberto De Feo e Paolo Strippoli

Spesso è proprio dal «genere» che passa la legittimazione del segno, che si tratti di letteratura o cinema, o musica addirittura; quella tensione non solo verso la narrazione, ma verso le ragioni stesse del narrare, mostrare: il racconto dei motivi, dei presupposti del racconto, dei meccanismi di formazione, deformazione delle immagini (e il genere non sta forse tutto nella deformazione del tratto, del sembiante, che sia comico o terrifico?), che inscrivono, nel lasso di tempo definito da un bagliore, da un fulgere e consumarsi di materia, di luce, un che di senso. Il lasso, l'intervallo, il tempo destinato a interrompersi...

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