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Visioni

Weerasethakul tra sogno e guerra

Cannes 68. Al certain regard l’intensa bellezza di «Cemetery of Splendour», il film del regista thailandese ambientato in un’inquietante ospedale

Aspettando la Palma che la giuria con due presidenti, i fratelli Coen, annuncerà domenica sera, e mentre in strada appaiono le prime valigie del ritorno (il mercato ha chiuso ieri) per Cannes 68 comincia il momento dei bilanci. Il primo dato evidente sono i pasticci con la selezione francese, cinque film in gara, nessuno con la potenza visiva dei Trois souvenirs de ma jeunesse di Desplechin o di L’ombre des femmes di Garrel; due capolavori che (giustamente) il direttore della Quinzaine Edouard Waintrop non si è lasciato sfuggire. Così come ha ospitato quello che è diventato l’avvenimento del Festival, Le...

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