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Cultura

Vogliamo tutto, l’oralità ritrovata della pratica sovversiva della scrittura

L'anticipazione. Pubblicato nel 1971, il romanzo di Nanni Balestrini racconta il ’68 con la voce narrante dell’operaio Alfonso Natella. Nel testo stralci di volantini e manifesti dell’epoca e quasi assente la punteggiatura. Quando non resta che il fumo dell’insurrezione è il lettore a produrre il proprio finale. Riproduciamo uno degli interventi compresi nel libro «Nanni Balestrini - millepiani» pubblicato oggi dalla rivista online «Machina»

Nanni Balestrini davanti alla sede della Cooperativa Nuova Intrapresa, Milano 1986

Nanni Balestrini davanti alla sede della Cooperativa Nuova Intrapresa, Milano 1986

Siamo nel ’71 e Nanni Balestrini pubblica Vogliamo tutto, il testo che più ha caratterizzato la voce delle sommosse dei movimenti operai e studenteschi. Un «genere narrativo fatto dalle masse, per le masse» che è anche esperimento della voce che si oppone al linguaggio. Alfonso Natella è voce narrante, protagonista di quella parte di operai del sud che reclamano la promessa di una vita in «blue-jeans e lambretta». Un esperimento scrittorio che assume i toni di una lotta, quella del Sessantotto (...), una potenza narrativa che ci racconta il metodo balestriniano di opporsi al potere con il suo quotidiano: la...

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